Ciao a tutti, ero in apnea e sono riemerso. Il blog mi è mancato spero di riuscire a farlo rieemrgere: a distanza di un anno provo a riaprirlo... ciao lello


oggi faccio trent'anni......e dato che non si finisce mai di imparare...
vorrei fare un corso di fotografia.
Fra le notizie che leggo oggi su Repubblica, c'è un'intervista a Veronesi dal titolo "Morire è un diritto fondamentale".
Diciamo che francamente non sono affattto d'accordo: il morire non rientra nella tipologia dei diritti, nè in quella dei doveri: semmai è un'obbligo sul quale non abbiamo alcuna possibilità di scelta, ecccezione fatta per chi opta per il suicidio.
Veronesi ha scritto un libro sul diritto all'eutanasia,ma le motivazioni e che adduce mi lasciano abbastanza perplesso. « Io sostengo il valore dell'eutanasia come richiesta volontaria e cosciente di porre fine alla propria esistenza. Cosa che può maturare quando la vita diventa insopportabile per il dolore, la sofferenza e la perdita della propria dignità.» : ma questa affermazione può andare anche bene per chi si vuole suicidare, non trova Veronesi. Quale sarebbe il limite entro cui valutare la dignità della vita umana, o forse vorrebbero definirlo i laureati in medicina.
Tutto quello che manca al sig. Veronesi è solo qualche esame di Filosofia Morale o anche Teoretica prima di blaterare affermazioni che non hanno rilevanza logica nella natura delle cose.
Allora tutto diventa diritto, il diritto di fare ciò che si vuole e guai a chi ti va contro: deve essere zittito o tacciato di oscurantismo.
E non a caso seguono le invettive contro qualcuno:
« Mi sembra che la Chiesa voglia condizionare le scelte di un paese che, se devo giudicarlo alla luce dei comportamenti dei suoi abitanti, è a maggioranza non credente, o poco credente », è abbastanza singolare.
a) La Chiesa parla al singolo credente non ai sistemi politici: semmai osserva questi ultimi.
b) Alla luce del comportamento degli italiani questi sarebbero non credenti o poco: quali sarebbero questi comportamenti non vengono però eunciati e sarei comunque pronto a controbattere, almeno con motivazioni sociologiche, a tale affermazione che non mi pare detta da qualcuni che ha dato almeno un esame di sociologia.

MURALES A NUORO
Nostalgia, amarcord non so che dire. Nelle mie pregrinazioni in internet mi sono ritrovato in un sito giapponese sulla Sardegna. Tra le foto, ho rinvenuto questa che ritrae dei murales ora cancellati. Li ho conosciuti da bambino, ma ora non ci sono più.
"Sos dolores de sa zente non si poden canzellare,
cherides a nos cagliare?vida longa a sos murales".
[ I dolori della gente, non si possono cancellare: volete calmarci? Vita lunga ai murales!]
Dopo un pò di apnea ritorno in superficie
Univers

Volo, girando, girando io volo
Volo, girando, girando io vedo
L' Univers
L' Univers
Come nella nave notte
Taglio l' aria
Volo, girando, girando io volo
Volo, girando, girando io vedo
L' Univers
L' Univers
Stringi forte la mano con la mia
Ti portero` lontano
Run, run, run
Prendi la mia mano e vieni via
Ti portero` lontano
Run, run, run
L' Univers
L' Univers
Come nella nave notte
Taglio l' aria
Volo, girando, girando io volo
Volo, girando, girando io vedo
L' Univers
L' Univers
Stringi forte la mano con la mia
Ti portero` lontano
Run, run, run
Prendi la mia mano e vieni via
Ti portero` lontano
Run, run, run
Prendi la mia mano e vieni via
Ti portero` lontano
Run, run, run
Prendi la mia mano e vieni via
Ti portero` lontano
Run, run, run
Prendi la mia mano e vieni via
Ti portero` lontano
Run, run, run
Prendi la mia mano e vieni via
Ti portero` lontano
Run, run, run
Prendi la mia mano e vieni via
Ti portero` lontano
Run, run, run
Grazie al Cielo non vedo Sanremo.
Finalmente, sono riuscito a non vedere Il Festival, anzi il festiVàl, come molti lo chiamano, per attizzarsi il cipiglio. La musica italiana non esiste più, siamo alla pressante colonizzazione della musica e chi veramente suona e fa musica originale si ritrova fuori dalle scene e dai palcoscenici perchè non fa "musica di sistema ed omologata". Ogni anno è la stessa solfa: lo stesso minestrone, la stessa farneticante presentazione di apertura e di chiusura, il presentatoredi cui non si sa che mestiere fa (comico, quizzologo, tuttologo), le presentatrici prese a pera: l'incontetabile essenza del Nulla e dello pseudo- romanticismo. Lo stesso rincorrersi e corrodersi di cifre Auditel, il falso perbenismo di maniera. La stessa sfilata dei vip e delle cariatidi della canzone australopiteca italiana. Io quest'anno, in nome della democrazia e della giustizia nella musica, ho detto: BASTAAAAAAAAAA!!!!
Salve Carissimi! ricompare Lello nel blog! Purtroppo il lavoro e la mancanza di una connessione da casa non mi hanno consentito di aggiornarlo. Lo faccio adesso, in un attimo di pausa. Devo, innanzitutto, salutare Humboldt che ha deciso di far atterrare la propria mongolfiera: anche se la rispetto, mi dispiace questa sua decisione. Sono comunque sicuro che vestirà nuovi panni e nuove piattaforme ( magari e-learning?).Quanto a me? Beh devo ancora finire di leggere il libro del Dalai Lama, mi mancano una cinquantina di pagine: lo trovo interessante per i collegamenti con le religioni occidentali, ma non mi trova d'accordo su alcune tematiche che approfondirò in un prossimo post. Musica: ho il nuovo cd live del suo gruppo e le canzoni nuove sono stupende. Forse riuscirò a prendere anche "Origin", il primo album!!! Il tutto per approfondire un pò l'universo dark: la sua filosofia, la sua letteratura. Certo dovrei spaziare con alcuni testi, ma diciamo che le atmosfere che crea questa musica mi piacciono assai.
Avete qualche opinione in proposito??

salve vi propongo una recensione trovata su high scores rigurdante il secondo episodio del gioco DEUS EX.
Nella nuova lotta contro il terrorismo, Alex D. si trova al centro di scontri fra diverse fazioni, che lo costringono a combattere per salvare la pelle. Non è facile capire da quale parte stare quando si scopre di essere stato manipolato dalle persone in cui si credeva: è bene diffidare di tutti e seguire soltanto l’istinto. Ovvio, a questo punto, che Deus Ex: Invisible War presenti una certa non linearità e lasci spazio a interpretazioni personali delle situazioni: il giocatore è chiamato a decidere quali incarichi portare a termine e, soprattutto, in che modo. 
Invisible War condivide con gli altri titoli del genere la visuale in prima persona e l’utilizzo di varie armi, ma ne arricchisce il gameplay con validi elementi strategici e sezioni stealth. Utilizzando i BioMod - ovvero impianti genetici - il protagonista può acquisire abilità particolari che lo rendono adatto a diverse situazioni. I BioMod possono essere sostituiti o migliorati con degli appositi moduli, ma l’uso sarà ristretto a una sola abilità per ciascuna delle cinque parti del corpo utilizzabili, costringendo il giocatore a scegliere con attenzione i BioMod da usare in ogni momento.
Spicca inoltre la possibilità di variare l’azione agendo furtivamente per eludere la sorveglianza, fattore che incrementa il grado di libertà d’azione del giocatore. La visuale in prima persona, però, penalizza parzialmente le sezioni stealth in quanto impedisce di appostarsi correttamente e valutare la propria vulnerabilità agli attacchi.
Il personaggio risponde puntualmente ai comandi, assegnati secondo uno schema intuitivo, coadiuvati dall’ottima interfaccia HUD che mostra l’equipaggiamento e i BioMod installati. Il sistema di mira automatica è buono e l’interazione con gli oggetti è facilitata da diversi indicatori che appaiono al passaggio del mirino.
Non c’è da stupirsi se il caricamento dei livelli è piuttosto lungo, in quanto la mole di grafica e di audio presenti nel gioco si attesta su livelli più che buoni. I modelli poligonali dei personaggi non sono sviluppati al meglio, ma vengono compensati dalle ambientazioni ricche di dettagli e dai buoni effetti speciali. Ottimo l’uso del motore fisico Havok, meno convincente il frame rate, che non supera mai i 30fps, incespicando di tanto in tanto.
L’audio in Dolby Digital e il doppiaggio inglese (con sottotitoli in italiano) caratterizzano a dovere le situazioni di gioco.
Stranamente, i programmatori hanno eliminato gli elementi di crescita del personaggio già presenti in Deus Ex, limitando notevolmente la componente RPG del gioco, e hanno semplificato la vicenda (di tanto in tanto si trovano riferimenti alla storia originale) e la struttura dei livelli da affrontare - probabilmente per accontentare i casual gamer.
Infine, la scelta di uniformare le munizioni per tutte le armi farà storcere il naso a chi è in cerca di maggiore realismo, oltretutto penalizzato dall’intelligenza artificiale, che alterna momenti di brillante arguzia a spicchi di estrema stupidità.
A causa di queste mancanze, Invisible War non guadagna la palma d’oro, ma rimane in grado di regalare diverse ore di divertimento grazie al gameplay che si discosta dalla massa di sparatutto in prima persona che affolla il mercato. Per chi ha investito molte ore col primo Deus Ex, Invisible War rappresenta una scelta naturale, se non obbligata, mentre per tutti gli altri potrebbe rivelarsi una piacevole sorpresa.
Evanescence
Imaginary/ Immaginario
Indugio nell'entrata
della sveglia che urla mostri che chiamano il mio nome
fammi rimanere
dove il vento mi sussurrerà
dove le goccie di pioggia cadendo raccontano una storia
nel mio campo di fiori di carta
e dolci nuvole di ninnananna
mentisco in me stessa per ore
e guardo il mio cielo porpora volare sopra me
non dire che sono fuori contatto
con questo caos incontrollato - la tua realtà
so benissimo oltre quali bugie il mio sonno da rifugio
all'incubo, io ho costruito il mio mondo per fuggire
nel mio campo di fiori di carta
e dolci nuvole di ninnananna
mentisco in me stessa per ore
e guardo il mio cielo porpora volare sopra me
inghiottita nel suono del mio urlo
non posso smettere per la paura delle notti silenziose
oh quanto ho desiderato il sogno del profondo sonno
la dea della luce immaginaria.